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PULSIONALE SCARICARE

Posted on Author Yozshur Posted in Internet


    Contents
  1. Il concetto di Energia in Freud, Jung e Rigo
  2. Emilia Cece – O il cervello o la pulsione
  3. Scuola di Psicoterapia: Bisogni o Pulsioni?
  4. Le relazioni oggettuali nella teoria psicoanalitica: da Freud alla scuola inglese di psicoanalisi

La pulsione è un concetto sviluppato da Sigmund Freud per dare una spiegazione ai moventi una scarica della tensione provocata dalla spinta pulsionale. In ambito psicologico il termine pulsione (dal latino pulsio, derivato da pellere, una meta che rappresenta l'azione di scarica o di soddisfazione della tensione. Il termine pulsione ha nella storia della psicoanalisi un significato fortemente inteso come una vera e propria scarica delle sostanze (la libido) accumulate. A tale aumento segue un tentativo di scarica motoria che si traduce tenta di trovare, in modo allucinatorio, una possibilità di scaricare la tensione pulsionale.

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La persona è una e intera. E dunque non ha nemmeno senso che esistano tante psicoterapie: corporea, cognitivista, gestaltica, bioenergetica, reichiana! Partendo dal pensiero della Psicoterapia Funzionale, vedremo come diversi approcci psicoterapeutici concepiscono e utilizzano questi concetti nella teoria e nella loro pratica clinica.

La nostra intenzione è iniziare ad elaborare un glossario, punto di riferimento per la comprensione e per uno scambio teorico e metodologico fra i diversi Modelli psicoterapeutici. Questi desideri dirigono i comportamenti, ed è impossibile eludere la soddisfazione della pulsione sottostante.

Diversi modelli psicoterapeutici come la Bioenergetica di Lowen e alcune tecniche come per esempio Il grido primario di Janov, il rebirthing, la catarsi propongono questo principio di carica-scarica di tensione come uno dei fattori determinanti di cura e di cambiamento.

L'approccio teorico della sua metapsicologia affronta sempre il funzionamento psichico da tre punti di vista: dinamico, topico ed economico.

DINAMICA è la considerazione dei fenomeni psichici, che risultano dai conflitti e dalla composizione di forze di origine pulsionale; da una parte le forze legate a bisogni e desideri rimossi dalla coscienza, dall'altro le forze legate ai valori e alle necessità dell'Io, ovvero le difese.

ECONOMICA è la considerazione che si fonda sull'ipotesi che i processi psichici consistano nella circolazione e distribuzione dell'energia pulsionale, suscettibile di quantificazione, cioè di equivalenze, aumenti o diminuzioni.

Prende in considerazione la quantità di energia di cui le forze psichiche sono cariche e premono per il soddisfacimento.

Il funzionamento dell'energia L'energia che alimenta le forze operanti nell'inconscio è libera, spinge direttamente e ciecamente verso la scarica, mentre quella nel preconscio e conscio è legata, viene controllata in modo da ritardare la scarica. La motilità dell'energia è significativa perché sottolinea come questa possa essere veicolata da un oggetto all'altro, ad esempio nell'isteria da conversione quando l'energia che in un primo momento alimentava un desiderio sessuale inconscio va successivamente ad alimentare i processi biologici che determinano un disturbo somatico.

Il concetto di Energia in Freud, Jung e Rigo

L'energia, punto di congiunzione tra biologia e psicologia, è la fonte delle pulsioni. Processo primario e processo secondario Studiando la formazione dei sintomi e analizzando i sogni, Freud scopre due modi di funzionamento mentale: il processo primario e il processo secondario.

Il PROCESSO PRIMARIO dal punto di vista topico caratterizza il sistema inconscio; dal punto di vista economico e dinamico l'energia fluisce liberamente passando senza ostacoli da una rappresentazione all'altra secondo i meccanismi di spostamento e condensazione e tende ad essere reinvestita in rappresentazioni inerenti alle esperienze di soddisfacimento del desiderio.

Il principio del piacere e il principio di realtà Il processo primario è regolato dal principio del piacere, il processo secondario dal principio di realtà. Da un punto di vista economico corrisponde ad una trasformazione dell'energia libera in energia "legata". Il principio di realtà da un punto di vista temporale compare più tardi. A tale aumento segue un tentativo di scarica motoria che si traduce generalmente in pianto, la risposta materna al pianto e l'adeguatezza di tale risposta stabilisce una prima connessione con la realtà e, soprattutto, un rapporto positivo con essa.

Emilia Cece – O il cervello o la pulsione

La censura psichica opera su due zone di confine tra inconscio e preconscio e tra preconscio e conscio. Ma questo non è un processo conscio, ma un'attività inconscia, automatica, priva di consapevolezza.

Il rimosso preme per riaffiorare alla coscienza, a costo di apparire sulla scena consapevole, completamente deformato. Il modello economico parte dal presupposto che le rappresentazioni psichiche delle pulsioni abbiano un investimento energetico che l'apparato psichico tende a mantenere il più basso possibile.

Scuola di Psicoterapia: Bisogni o Pulsioni?

Nell'inconscio una carica energetica passa da una rappresentazione all'altra, lungo catene associative, energia libera mentre nella coscienza ogni carica tende a rimanere legata alla rappresentazione conveniente. Lo slittamento dell'affetto non è casuale, ma risponde ad una logica, la stessa che si coglie nella sintassi del sogno. Nell'inconscio, il movimento delle cariche affettive da una rappresentazione all'altra, è retto dal principio di piacere, infatti le cariche affettive tendono ad investire prevalentemente le tracce di memoria di precoci soddisfazioni.

Nella prima topica, Freud distingue inconscio preconscio e conscio. Nella seconda topica distingue es, io e super io. Freud descrive l'inconscio come un archivio dove continuamente si accumulano contenuti psichici di cui è rifiutato l'accesso alla coscienza rimosso , ma soprattutto come una tipografia dove i testi si producono e riproducono.

Il rimosso sedimentato e quello in formazione non si sovrappongono alla cieca, ma secondo un principio, un preciso sistema associativo. Inconscio, preconscio e conscio non corrispondono a nessuna localizzazione anatomica, ma sono parti di un modello teorico. I processi psichici inconsci in sé sono inesistenti, ma ricostruibili attraverso i loro derivati: sogno e sintomo.

Il nucleo dell'inconscio è costituito da precoci esperienze infantili sottoposte prima alla rimozione originaria e poi a quella secondaria che conclude la prima infanzia e inaugura il periodo di latenza. Recuperare l'inconscio significa quindi reintegrare i primi vissuti, completare la nostra storia, accettare il bambino che è in noi; ma non basta trasferire i contenuti dell'inconscio nella coscienza, perché sono qualitativamente diversi e si parlerà allora di traduzione.

L'inconscio tende all'identità di percezione. Nell'inconscio le tracce mnestiche sono di cose, cioè di percezioni visive, mentre nelle altre topiche prevalgono le percezioni di parole, cioè auditive.

Identità di percezione significa riattivare il ricordo degli oggetti che provocarono le prime esperienze di soddisfacimento, là dove il sistema preconscio tende all'identità di pensiero.

Il preconscio non possiede la qualità della coscienza, ma si distingue dall'inconscio perché la sua energia non è fluida, ma legata ed il suo funzionamento è retto dal processo secondario. Nel passaggio dal preconscio al conscio vi è una seconda censura in cui i rappresentanti pulsionali non vengono deformati, ma selezionati.

Questo sbarramento, che controlla anche la scarica motoria, è il responsabile del mantenimento del livello di attenzione. Il sistema conscio, detto anche percezione della coscienza, è situato alla periferia dell'apparato psichico e riceve le informazioni provenienti dall'esterno e dall'interno.

Qui non vi è alcuna registrazione mnestica, ma vi è un susseguirsi di quadri fluttuanti momentanei. Un contenuto psichico per essere attribuito al sistema conscio deve avere determinati requisiti: deve soggiacere al principio di realtà, deve organizzarsi secondo il processo secondario e la sua energia deve essere legata alla rappresentazione corrispondente.

Non vi è tra le due topiche sovrapponibilità, infatti i due schemi non si sovrappongono punto per punto, nè sono riducibili in un'unica formula, perché corrispondono a due esigenze diverse: la prima più descrittiva, la seconda più esplicativa. Le tre istanze, es, io e super io non rappresentano più una metafora topologica, ma una personalizzazione delle componenti psichiche, una simbolizzazione corporea. Intorno ad essi si organizza la seconda topica.

Le relazioni oggettuali nella teoria psicoanalitica: da Freud alla scuola inglese di psicoanalisi

Con l'es, che indica come in latino il pronome neutro singolare id, Freud contraddistingue l'originaria provincia psichica dell'apparato psichico. Questo pronome impersonale è adatto a esprimere il carattere principale di questa provincia psichica, la sua estraneità all'io. Nel corso dell'attività psichica vi si sovrapporranno poi continuamente contenuti psichici rimossi.

Il tentativo di descrivere uno psichico transindividuale rappresenta una svolta radicale nella costruzione dell'immagine che l'uomo fa di se stesso.


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